martedì 17 febbraio 2009

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L'IO SCUOIATO from 2501 on Vimeo.






















"L'io scuoiato, ossia un amore meno che umano":
2501 a Fragilecontinuo

Dal 14 al 28 febbraio 2009 in mostra allo spazio polifunzionale temporaneo le opere dell'artista per un momento di condiviso "play-time"

E' mosaico mobile di suggestioni, sovrapposizione di livelli, gioco di contrasti, ma, soprattutto, dimensione ludica che emerge da subito in primo piano, già dal titolo: "L'io scuoiato, ossia un amore meno che umano". La quinta mostra proposta da Fragile Continuo raccoglie e propone alcuni dei lavori di 2501, artista in bilico tra Milano, Berlino e San Paolo difficile da ricondurre in definizioni stilistiche normative, così come dall'ambiente artistico tradizionale sono distanti le sue opere, estremamente lontane e diverse tra loro.

Artista che elegge gli spazi urbani come luogo privilegiato di interscambio, sperimentatore di video e performance, eclettico divoratore dell'ambiente circostante, che poi ripropone in nuove e sommerse chiavi di lettura, 2501 porta a Fragile Continuo due frammenti del suo lavoro, originali realizzati appositamente per la mostra che sarà visitabile allo spazio dal 14 al 28 febbraio 2009. Filo conduttore l'idea/suggestione del cambiare pelle, la discesa/salita tra i diversi involucri/livelli che compongono la mente e lo stato d'animo, similmente a quanto avviene per il corpo, ma in un contesto che 2051 si augura diventi prima di tutto momento di "play-time" condiviso.

"Credete che le bestie siano sprovviste del tutto di passioni? Sappiate che possiamo dare loro tutti i vizi del nostro stato di civiltà". Una frase di un racconto di Balzac, Une passion dans le desert, è la suggestione da cui parte, per poi essere superata, il primo blocco di lavori in mostra, pupazzi meccanici cinesi scuoiati, vestiti e poi ricoperti o lasciati nel loro scheletro essenziale, nudi. Un giardino di animaletti sottilmente inquietanti, certo, una sorta di format già esistente in cui creare un immaginario differente, ma anche il recupero di momenti legati all'infanzia, rielaborati in un momento di gioco. A ciascuno, poi, la sua personale riflessione.

Box di legno in cui sono inseriti materiali plastici che fanno da supporto al disegno compongono invece il secondo blocco di lavori, forse più vicini, almeno stilisticamente, a una delle prime caratterizzazioni di 2501, che nasce anche come street artist. Qui vengono condensate immagini realizzate con una tecnica personalissima, dopo l’incontro con la quale l’artista si avvicina alla pittura non su muro, su strada. Il pantone su lastre di plastica crea effetti di liquidità, quasi una sorta di "acquerello fluo" che riproduce mondi certamente personali ma, anche in questo caso, in grado di far nascere suggestioni ludiche condivise.