martedì 27 gennaio 2009

DIVINE FLESH [shop]:::LUCA DONNINI::::31 gennaio

::::::::::Luca Donnini a Fragilecontinuo:::::::::::::
Dal 31 gennaio al 13 febbraio 2009 gli scatti dell’artista in mostra: “Carne”, “Stories”, per un discorso per immagini sul corpo
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lucadonnini.it
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...Il Corpo fatto a pezzi, astratto, ricomposto e congelato in frammenti quotidiani di varia intimità. Scatti raccolti in "set" dalla forte potenza iconografica, ironici, barocchi, scanzonati, immaginifici, saturi di colore in cui il corpo offerto agli occhi dello spettatore “parla”, attraverso le immagini che l'artista crea.
Lo spazio polifunzionale temporaneo “Fragile Continuo” ospita Luca Donnini in una retrospettiva fotografica, in mostra dal 31 gennaio al 13 febbraio 2009.

Catturato e sezionato con il bisturi del digitale, riportato alla vibrazione palpitante della materia nella scelta di stampa su fogli di silicone di grandi dimensioni che si fanno trittico, il corpo decontestualizzato in frammenti che diventano tasselli di una nuova composizione è il materiale di partenza di “Carne”. L’occhio cannibale, violento, chirurgico, collezionista, taglia a pezzi un’unità, ne elimina testa, seno, sesso, ne isola linee, accosta, riassembla, ricuce, crea un “uno” inedito, che è risultato di solo uno tra i tanti possibili percorsi nella ricomposizione quasi feticistica di un corpo stravolto in sole forme pure, che mantengono il calore materico della carne.

La pellicola, il bianco e nero, la perfezione tecnica di sapore quasi archeologico della storica biottica Rolleiflex: da qui partono “Stories”, da quando la macchina fotografica è inizialmente per l’artista una sorta di protezione, che tuttavia non crea distanza, nelle incursioni nel quotidiano dei soggetti ritratti. Anche in questo caso, corpi, che parlano attraverso la loro nudità; corpi congelati in immagine nell’intimità del loro contesto, senza tuttavia volontà documentaristica. Collezionismo, ancora; “gioco”, inganno percettivo della vista. Restituzione in immagine della liquidità mobile dell’identità di genere, tema spesso ricorrente in questi ritratti in cui è il momento che precede lo scatto a costituire la parte più complessa e impegnativa del lavoro.

Ritorno al colore, al digitale, incursioni nell’ironia, infine, per l’ultima serie in esposizione a “Fragile continuo”, canzonatoria fin dal nome: “Santini&donnini”. Semplicemente da vedere e da lasciar parlare, nella loro potenza iconografica spiazzante, visionaria, di grande raffinatezza: corpi vestiti, corpi interpretanti, in rapporto ammiccante e giocoso con l’obiettivo.

Elisa Visentini ufficio Stampa Fragilecontinuo